
Il giorno della Befana di questo 2007 è avvenuto un bel fatto: ha preso vita l’iniziativa “Laboratorio della Befana” presso la “casa famiglia” di via Collatina indicata da Danila Paparusso.
Il Laboratorio è un’idea della nostra associazione per mettere in pratica le “intenzioni-guida” di tutti i partecipanti.
La casa famiglia in questione in effetti è un edificio destinato a uso ufficio ma mai utilizzato in quanto, a causa di infiltrazioni d’acqua, il piano interrato adibito a garage è allagato. Questo edificio è stato occupato da una comunità di circa 800 persone tra etiopi ed eritrei, secondo modalità riconosciute dal Comune che concede loro la residenza ma non dalla Questura che non concede loro il permesso di soggiorno. Quasi tutti i “residenti” sono in Italia poichè hanno chiesto asilo politico e adottano una forma di autogestione costituita da un Comitato eletto democraticamente che dirime questioni comuni di ordinaria convivenza, si occupa della manutenzione dell’edificio, utilizzando fondi provenienti da due ristoranti presenti nell’edificio stesso.
I bambini vanno a scuola e il Comune paga loro i libri, ma non l’eventuale mensa scolastica, necessaria in caso di genitori fuori casa per lavoro.
Suor Lina, il nostro contatto con la Comunità, circa una volta al mese porta loro beni di primaria necessità, soprattutto alimentari.
Il “comitato delle Befane” costituito da Loredana, Aldo, Danila, due amiche di Danila, mamme di compagne di scuola di Nicoletta, e circa sette bambini sono stati accolti, proprio il 6 gennaio, in casa di Suellen, una componente della comunità dove, oltre alla sua famiglia costituita dal marito e da due magnifiche bambine, si sono raccolti tutti i bambini presenti in trepida attesa di ricevere i doni portati dai nostri “inviati”. C’erano una quindicina di bambini tra i 18 mesi e i 12 anni, più qualcun’altro di pochi mesi.
La distribuzione dei regali (circa tre pacchetti per ogni bambino), raccolti precedentemente, è stata effettuata dai bambini del “comitato delle Befane” (Giulia, Nicoletta e gli altri), che poi hanno giocato con i destinatari dei doni. Sono stati lasciati a Suellen altri doni per i bambini assenti.
«E’ stata veramente una bella esperienza, i regali sono stati molto graditi dai bambini: una volta scartati non li mollavano più. Ho ancora in mente un bambino di due anni cui è toccato un King Kong in plastica di circa mezzo metro: per tutta la serata ha camminato per la stanza trascinandoselo dietro nella sua busta!
Era presente anche qualche mamma di questi bambini: signore dignitose un po’ in disparte (forse anche perchè non tutte conoscono bene l’italiano) che guardavano i loro bambini giocare». Racconta Loredana.
«Sono stati portati due panettoni, torroncini e succhi di frutta e, mentre si festeggiava la Befana, ne abbiamo approfittato per parlare con Suellen e suo marito al fine di presentare la Laif e raccogliere un po’ di informazioni riguardo alla loro comunità e alle specifiche esigenze, soprattutto per capire come potremmo fornire loro aiuto in termini di beni necessari».
Abbiamo così saputo che i beni di cui più scarseggiano (anche perchè costano) sono i pannolini per i bambini e il latte (in polvere per i più piccoli, a lunga conservazione per i più grandi). Loro stessi potrebbero fornirci una lista di necessità cui la Laif potrebbe far fronte con frequenza regolare. L’idea è quella di proporre di stanziare una percentuale dei fondi raccolti per aiutare questa “casa famiglia” un po’ particolare.
(Loredana Malavenda)