
La casa è una di quelle grandi villette primo novecento con piccolo giardino annesso ma, nonostante le sue dimensioni, può ospitare solo sei bambini… quelli “fortunati. Agli altri, se non c’è posto si deve purtroppo dir di “No”, anche se incombe la situazione di un vero pericolo, anche se c’è già la sentenza di un Tribunale. E questo perché all’interno della casa, molto spazio è occupato dei necessari spazi riservati agli ambulatori, agli studi specialistici, alle sale per gli incontri “protetti”, agli sportelli di ascolto per i genitori ed educatori che si avvalgono di questra struttura unica nel suo genere per affidabilità ed efficienza.
Tetto Azzurro è infatti l’unica “casa-famiglia” della provincia di Roma, per l’accoglienza di bambini oggetto di abuso o maltrattati. In questa struttura, di fatti, si segue il principio sano che alla protezione di un bambino si debba parallelamente affiancare la “cura” del grande che ha sbagliato, del genitore che deve recuperare se stesso ed il suo insostituibile ruolo di padre o di madre. Si punta dunque al recupero dei genitori, della famiglia di origine. Molto spesso si tratta di un lavoro di ben altri “bambini mai cresciuti”, grandi solo per età anagrafica. E’ un lavoro nobile, durissimo e bellissimo al tempo stesso. Faticoso e coinvolgente al punto da confondere il confine tra lavoro, missione di vita, solidarietà.
E LAif è qui facendo quanto può, con tutto il cuore!
- Luisa D’Antoni -







